Vittorio Fortunato de “La Locanda Gesù Vecchio”: “Il locale è la mia seconda casa, noi ristoratori lottiamo per sopravvivere”

Clementina Paone

La Locanda Gesù VecchioLe vedute sognanti sul mare, i vicoli frenetici, il calore della gente, e soprattutto la cucina della tradizione: quella di Castellamare, di Gragnano, di Teverna Nova di Giugliano e di Napoli, i posti che hanno permesso a Vittorio Fortunato, giovane napoletano, di appassionarsi e amare sempre di più questa terra e la sua cultura. A quasi un anno dalla precedente intervista siamo ritornati dal nostro amico Vittorio per farci raccontare alcune novità in merito a La Locanda Gesù Vecchio.

Vittorio ci racconti un po’ di se.

“Sono un semplice ragazzo di 36 anni con una passione immensa per la cucina napoletana sono un ristoratore.
L’idea iniziale era di lavorare con un circolo ristretto di persone, un po’ per paura di non potercela fare un po’ per inesperienza iniziale, ma con il supporto di validi collaboratori siamo riusciti ad entrare in un “circolo” della ristorazione molto bello e con una clientela internazionale tant’è che lo conferma anche tripadvisor infatti siamo 10º su 3000 ristoranti”.

Quale emozione le regala il suo lavoro?

“Il bello è proprio questo farsi conoscere, quindi presentarsi proprio per quello che sei e sperare che ti apprezzino e omaggino l’impegno che investi per rendere unico ogni tuo piatto”.

La cucina a cui si ispira Vittorio Fortunato?

“Non sono per i nuovi format resto tradizionale, la cucina napoletana è un misto di storia ed emozioni, e sono queste le sensazioni che provoca a me e cerco di regalare ai miei clienti”.

In un periodo cosi intenso e confuso qual è la regola che regna nella sua cucina?

“La cosa importante è avere team affiatato e consapevole dei sacrifici fatti e quelli che si devono e dovranno ancora fare. Un gruppo di persone con un unico scopo, resistere e soddisfare a pieno i nostri clienti. Condividendo gioie e dolori”.

Molti giovani si trovano attualmente in un vortice che li confonde, cosa consiglierebbe loro in questo periodo?

“Bisogna sempre crederci con amore e passione, la trasparenza e la sincerità sono l’apice del successo, inutile nascondersi dietro un ago, bisogna affrontare e lottare per i propri sogni, a costo di rimanerne delusi ma nello stesso tempo spronati ad insistere perchè solo perseverando si arriva al traguardo. Non bisogna mollare mai , le difficoltà nella vita ci saranno sempre”. 

Attualmente a quali progetti sta lavorando?

“Vorrei riuscire a riaprire e lavorare in quello che è il mondo, fatto di profumi e sensazioni, emozioni e qualche volta delusioni, la mia casa. La priorità attuale è dare di nuovo luce alla mia attività che racchiude e racconta un pezzo della mia vita. Stiamo lottando per resistere, come ma tantissime persone, per ora questa è la mia priorità. Devo molto a questo posto non sono semplici mura dove tutti i giorni lavoro, è il luogo dove ho investito tutto me stesso e i miei sogni”.

Un evento che ricorda con molta emozione presso La Locanda Gesù Vecchio?

“La prima volta che ho avuto modo grazie ad Antonio Formicola di organizzare una cena a tema, nel mio locale, con una vastissima scelta di vini, è stata una prova dove ho messo in gioco me stesso, non avevo mai preso parte ad un evento del genere, ero timido e incerto, anche raccontare un piatto davanti a tanta gente mi creava disagio, invece poi con le sue rassicurazioni, ho raccontato con la voce del cuore cosa significava per me cucinare quel piatto, e da lì ho avuto un pò più di consapevolezza in me stesso”.

La ricetta tipica campana che preferisci?

“Per tradizione e per gusto personale, preferisco la pizza con le scarole. I sapori della mia terra avvolta nella pasta di pane che racchiude da secoli sapori, tradizione e ricordi di intere generazioni”.

La Locanda Gesù Vecchio
Via Giovanni Paladino, 26, 80138 Napoli NA
Telefono: 081 461 3928.