Vini del Sud Italia più apprezzati all’estero: quali sono?

vini sud italia apprezzati all'estero

L’export di prodotti vinicoli è sempre più florido in Italia. Il Made in Italy è un brand che ha appeal e immenso valore commerciale: ecco perché continua a stregare i mercati esteri. All’estero, seppur in forma minore, iniziano a circolare anche i vini del Sud Italia: ecco quali sono i più apprezzati

I dati sull’export di prodotti vinicoli italiani fanno ben sperare tutto il settore. Nonostante gli ultimi anni molto difficili sotto il punto di vista economico e sociale, l’export di vino non ha fatto segnalare picchi negativi. I maggiori consumatori di vino italiano sono, senza dubbio, gli statunitensi. Pur non rientrando nella Top 10 per quantità di vino bevuta annualmente, apprezzano il valore della nostra tradizione enogastronomica. Seguono i britannici, nonostante i dazi imposti dalla Brexit, e i mercati asiatici (Giappone e Cina in testa). 

Per diverse ragioni i vini del Sud non sono molto conosciuti all’estero. Sia per comunicazione che per politiche istituzionali, a prevalere sono i vini toscani e piemontesi (Chianti e Barolo in testa), ma – grazie a critici di settore e scelte di distribuzione intelligente – anche i vini del Sud iniziano ad essere conosciuti e apprezzati. Per avere un’idea di quali siano le bottiglie più conosciute all’estero, possiamo affidarci alle recensioni pubblicate sui maggiori quotidiani stranieri.

La classifica di vini bianchi del Guardian

In un articolo uscito a maggio 2021, The Guardian consiglia specificatamente alcuni vini bianchi del Sud Italia che, secondo il redattore, “meritano di essere meglio conosciuti”. Fra questi spiccano il Fiano Pugliese IGP, il Fiano d’Avellino DOCG e la Falanghina campana. A proposito dei vini campani, continua così il critico del Guardian:

Il Fiano è probabilmente una delle più note varietà di vino bianco del Sud Italia nel Regno Unito (…) I migliori esempi sono generalmente da rintracciare in Campania, dove le altitudini dell’entroterra e i suoli vulcanici generano le condizioni perfette per la produzione di vini bianchi complessi con sapori minerali (…), piacevoli tensioni di acidità e morbidezza di frutta a nocciolo.

Molto apprezzato anche il bianco siciliano, vista anche la notorietà del Marsala all’estero. La mappa vinicola secondo il quotidiano britannico, quindi, include Puglia, Campania e Sicilia. 

La classifica di vini rossi del Guardian

È invece del 2019 la classifica del quotidiano britannico inerente ai vini rossi più popolari nel Regno Unito. Il critico scrive in introduzione: “Che siano vulcanici, fruttati o morbidi, c’è molto da assaporare e godere nei vini lisci e inebrianti del Sud Italia”.

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Anche in questo caso il critico inizia da un vino pugliese, a riprova della forte autorità enogastronomica che la regione del Sud ha conquistato all’estero. Viene infatti citata una bottiglia di Primitivo di Manduria. Ciò che impressiona il critico è l’unicità del gusto: un vino scuro, alcolico e dolce che sfugge dai canoni moderni di freschezza per rendere omaggio alle sue radici ancestrali. 

Segue, invece, un vino rosso calabrese, definito “più scuro e intenso del Primitivo pugliese”. Si tratta dello “Speziale Marsigliana Nera”, definito come decisamente “esuberante”. Conclude la classifica l’Aglianico del Vulture, nato da terreni vulcanici e l’Etna DOC siciliano, prodotto da due varietà di Nerello.

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