Umberto Iervolino, da Terzigno a Milano: “Da piccolo fissavo il pizzaiolo che faceva roteare l’impasto”

Umberto IervolinoStorie di successo ce ne sono eccome, bisogna solo soffermarsi ad ascoltare. Ogni uomo ha la sua storia ”di successo”, ogni persona che investe la sua vita nella costruzione e guida di se stesso merita un posto nel mondo. Da anni si lotta per dare elementi necessari alle nuove generazioni. E possiamo dire che in parte ci siamo riusciti. Storie di giovanissimi che parlano ancora di umiltà ti fanno pensare e capire che ancora non è tutto perduto. E’ tutto questo Umberto Iervolino 27 anni, giovane pizzaiolo con tanto amore nel cuore e tanti sogni nel cassetto.

In poche righe Umberto ci esterna la sua voglia di crescere e di affermarsi, ma soprattutto la bontà d’animo e lo spirito di sacrificio che ogni giorno l’accompagna, per lui non è per niente un peso, anzi, è un manto che lo protegge dalla presunzione e gli permette di essere la splendida persona che è oggi.

Umberto raccontaci di te. 

“Attualmente vivo a Milano, ma sono nato e cresciuto a Terzigno, un paese vesuviano della provincia di Napoli. Faccio il pizzaiolo da quando avevo 10 anni”.

Come nasce la passione per la pizza nella vita di Umberto Iervolino?

“È iniziato tutto per gioco, d’altronde come tutte le cose belle, in una pizzeria non lontana da casa, quando con gli occhi spalancati dinanzi al vetro imbrattato di farina, fissavo il pizzaiolo, incantato dal movimento delle sue mani, che faceva roteare la pagnotta di impasto che pareva si divertisse ad accrescere nelle sue mani. Quello che accade di seguito e molto scontato, una marea di farina sacrificata per riuscire ad esaudire il mio sogno”.

Quale consiglio senti di dare ai giovani che vogliono intraprendere questa attività? 

“Un consiglio che posso dare ai tanti giovani che vogliono intraprendere questo lavoro é sicuramente dirgli che questo è un lavoro fatto di sacrifici, di dolori, di matrimoni ed eventi simili ai quali sarà difficile partecipare. Ma posso garantire una cosa, il sorriso e la felicità di un cliente che apprezza ciò che fai, vale tutti i sacrifici fatti. Quando torni a casa stanco, con le scarpe sporche di farina e la tua pizza in mano, allora si che potrai dire di essere un uomo umile”.

Qual è il progetto di Umberto Iervolino oggi?

“Il mio progetto e di aprire una pizzeria. Il mio motto è una frase di H. Jeckson Brown: non rinunciare mai a un sogno solo perché pensi che ci vorrà troppo tempo per realizzarlo. Il tempo passerà comunque”.

Mi raccontavi che c’è una persona che ti spinge e ti sprona nel tuo lavoro, vogliamo raccontarlo? 

“Una persona che di sicuro mi da la spinta per andare avanti e la mia ragazza, Anna Miranda. Lei è stata ed è tutt’ora la mia ancora. E’ quella che mi ha spronato a non sbagliare e a migliorare ogni giorno ciò che sono ora”. 

Hai partecipato a diversi premi?

“Ho vinto il premio partecipando ad un format tra le “pizzerie più buone di Milano”. So che per gli altri non è il massimo. Ma per me lo è. Essere partito da zero, senza nessun tipo di pubblicità e ricevere quel premio per me è stato importante”.

Perchè mangiare la pizza di Umberto Iervolino?

“La mia pizza la consiglio perché è unica, l’impasto è frutto di un mio studio. È super leggera, ha una biga da 48 ore e l’impasto che faccio fermentare per 72 ore. Quindi è da provare”.

 
Clementina Paone