Salvatore Antonio Grasso di “Pizzeria Gorizia 1916”, nuovo presidente dell’Unione Pizzerie Storiche “Le Centenarie” di Napoli.

Salvatore Antonio Grasso

È Salvatore Antonio Grasso il nuovo presidente dell’Unione delle Pizzerie Storiche Centenarie di Napoli. Con l’unanimità, il patron della storica Pizzeria Gorizia 1916 al Vomero viene eletto nuovo presidente. Ad Antonio Starita è andata la carica di presidente onorario. L’associazione ha eletto anche le altre cariche che vanno a comporre il direttivo. 

Per la carica di vicepresidente è stato eletto Enrico Lombardi della pizzeria Lombardi a via Foria. Alessandro Condurro dell’Antica Pizzeria Da Michele è stato confermato segretario. Dal 2016 l’Unione delle Pizzerie Storiche Napoletane “Le Centenarie” sono le pizzerie: Antica Pizzeria da Michele, Antica Pizzeria Port’Alba, Antica Pizzeria Lombardi, Capasso a Porta San Gennaro, Da Umberto, Gorizia 1916, Mattozzi a piazza Carità, Pizzeria da Ciro a Gaeta, Starita.

A queste pizzerie storiche negli anni si sono aggiunte alche altre pizzerie. Tra le new entry abbiamo: Cafasso a Fuorigrotta,  Da Gennaro a Secondigliano, Trianon. Pizzerie storiche e a gestione familiare che creano il patrimonio Gastro-Storico-Culturale. 

Salvatore Antonio Grasso

È il quinto Salvatore Grasso che si succede alla guida della storica Pizzeria Gorizia. Fedelissimo delle tradizioni eppure amante dell’innovazione, Salvatore si impegna ogni giorno per offrire ai propri clienti quel qualcosa in più: a Napoli la pizza si fa da secoli, ma in pochi sanno che l’ingrediente segreto è solo uno, la passione, che a Salvatore non manca.

Ha sfruttato le sue capacità di Maestro Pizzaiolo per l’associazione Verace Pizza Napoletana per coniugare scienza ed arte culinaria ed ha realizzato, su mandato del Centro Nazionale di Ricerca ed in collaborazione con la ditta Polselli, in impasto ai semi di canapa nell’ambito della ricerca sui nuovi alimenti sostenibili.

In passato ha ricoperto il ruolo di Vicepresidente dell’associazione “Le Centenarie”, che riunisce tutte le pizzerie centenarie campane, lo si trova spesso impegnato in manifestazioni volte a diffondere l’antica arte del pizzaiolo.

Pizzeria Gorizia 1916

Era il 20 agosto 1916 quando il nonno Salvatore Grasso aprì la Pizzeria. Si era nel periodo della Grande Guerra, le truppe italiane stavano entrando in Gorizia…”Quale nome migliore?” pensò Don Salvatore. Così la chiamò Gorizia….la “Pizzeria Gorizia”!

Essendo il primo e per qualche tempo, unico locale pubblico aperto nel cuore del vecchio quartiere, era normale che ad esso fossero legati tutti i momenti più o meno spensierati che, a distanza di anni, lasciano comunque un dolce, nostalgico ricordo. Non c’è vomerese che almeno una volta non abbia varcato quella soglia.

La storia del quartiere Vomero passa dalla Gorizia 1916

Non è azzardato dire che la storia del vecchio Vomero passa per la pizzeria Gorizia. Si era intorno al 1925 quando durante un convegno per organizzare “la festa dell’uva”, un’occasione di aggregazione dove commercianti e addetti a tutti i settori facevano a gara ad allestire vetrine, carri, strutture per onorare e festeggiare l’avvenimento della vendemmia. Fu deciso di destinare la pizzeria Gorizia a sede dei festeggiamenti e delle premiazioni. Questo importante avvenimento proiettò l’immagine del locale molto più in là di quella che poteva essere una semplice pizzeria. Le frequentazioni dell’élite dell’allora Napoli bene divennero sempre più assidue. Le manifestazioni Culturali e le mostre cominciarono ad affacciarsi nell’ambito delle varie iniziative che portarono il Vomero a crescere fino a farlo diventare il moderno centro commerciale.

“Si era nel 1932, l’esigenza dettata dal successo portò mio nonno a realizzare quella che è l’attuale “pizzeria Gorizia” prendendo in fitto il locale, l’inaugurazione fu curata personalmente dal Duca Pironti, proprietario dell’immobile che invitò il meglio della Nobiltà dell’epoca la quale, apprezzando oltremodo la pizza e le altre proposte, continuò per anni a frequentare la pizzeria”.

Gli anni 40 furono sicuramente quelli più difficili. La guerra portò fame e miseria, la farina e le materie prime erano contingentate. La pizza, come il pane veniva acquistata con una tessera. La pizzeria Gorizia cercò altri sbocchi e, proponendo le sue referenze, riuscì ad ottenere la gestione della mensa degli Ufficiali del vicino Castel Sant’Elmo. Le divise degli alti ufficiali come quelle dei Gerarchi caratterizzarono questo periodo della storia della pizzeria. Poi il dopoguerra, la ricrescita, la voglia di tornare a vivere.

Dal Calcio Napoli ai grandi dello spettacoli tutti sono passati dalla Gorizia 1916

Il Calcio Napoli, quando si giocava al Collana, era di casa alla Gorizia così come pure gli attori del vicino Teatro Diana: Totò, i De Filippo, l’on. Almirante, Roberto Murolo, il “maestro” Sergio Bruni, e una miriade di personaggi e VIP più o meno famosi. “Questa è l’epoca di mio padre e delle “incredibili” 70 tavole di pasta al giorno (1050 pizze!). Mio Nonno morì il 23 marzo 1972, due giorni prima, nonostante ben 5 pizzaioli alle sue dipendenze, era ancora sul banco a far pizze! Da allora ogni giorno è stata tolta una pietra a quel grande, splendido castello che lui aveva costruito. Oggi dalle rovine, sorretti solo da un grande entusiasmo e dalla volontà di recuperare valori altrimenti perduti, ci siamo dati un impegno per cercare di riportare la Gorizia là dove era e merita di essere!”

Salvatore Antonio Grasso:

“Fare la pasta” è un arte e richiede tempi precisi e esperienze!”

Sono pochi i posti a Napoli dove oramai la pizza è fatta secondo tradizione, “siamo pochi a fare la pasta come una volta. La tecnologia, la ricerca, le nuove miscele aiutano il compito dei pizzaioli, ma la pizza nasce come alimento povero e genuino, senza ingredienti bizzarri e stratagemmi. L’anima della pizza è la pasta e gli ingredienti sono: acqua, farina, lievito, sale e proverbiale esperienza nel saperli dosare ogni giorno in maniera diversa a secondo del clima e delle quantità. “Fare la pasta” è un arte e richiede tempi precisi e esperienze!”

“Noi siamo legati ai nostri fornitori da tempo. Utilizziamo sempre la stessa qualità di farina, lo stesso lievito e lo stesso amore che rendono la nostra pizza unica, saporita, per nulla pesante, morbida e AUTENTICA!”

Alla Gorizia 1916 è possibile trovare dalle classiche margherita e marinara, passando per capricciosa, ripieno, quattro gusti, pizza fritta, pomodorini e bufala, ortolana e tante altre le nostre sono tutte pizze DOC. “Teniamo alla scelta di tutti gli ingredienti, la nostra mozzarella è ancora tagliata a mano, la cottura ancora realizzata nei forni a legna come tramandatoci da generazioni”.

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