Primitivo di Manduria 2015 DOP – Attanasio

Introduzione

Si parla spesso del binomio “qualità vs quantità” e mai come nel caso della vinificazione la qualità richiede selezione e controllo sulle materie prime. Proprio per questo i produttori che vogliono creare vini di pregio, hanno scelto i metodi di coltivazione tradizionali  e basse rese privilegiando la qualità. Ne è un esempio il Primitivo di Manduria, disciplinare che impone la coltivazione ad alberello pugliese con stretto controllo sulla resa delle piante. Tra i primitivi che è possibile trovare sul mercato, abbiamo scelto il Primitivo Di Manduria DOP dell’Azienda Attanasio, 2015 l’annata in degustazione.

L’azienda

L’azienda ha sede proprio nel comune di Manduria in un palazzo di fine ‘800. Lì custodisce la bottaia e l’impianto di vinificazione. Il primitivo è un’aggiunta relativamente recente (prima annata nel 2000) nonostante l’azienda abbia un grande passato nella viticoltura. Le uve di primitivo vengono coltivate ad alberello in un appezzamento di 6 ettari: la sola uva  proveniente dai vigneti di proprietà, curati personalmente da Giuseppe Attanasio, viene usata nella produzione del Primitivo DOP.

Il vitigno

Le origini del vitigno “primitivo” sono oggetto di dibattito: secondo alcuni la storia del vitigno comincia oltre 2000 anni fa, con l’arrivo di questa varietà dall’Illiria. Altri commentatori, come ad esempio A. Calò, ritengono che il vitigno sia stato introdotto alla fine del XVII secolo; secondo altri alla fine del XVIII secolo ad opera di don Filippo Indelicati a cui si dovrebbe la selezione di queste uve tra le altre della varietà ampelografica del territorio.

L’appellativo di “Primitivo” proviene dalla predisposizione ad una maturazione precoce delle uve. Già nel 1879, il più noto ampelografo ottocentesco Frojo, aveva scritto: “Il Primitivo forma la coltura esclusiva di Gioia del Colle; se ne fa vino, da solo, di ottimo gusto ed alquanto ricercato”. In seguito altri studiosi del tempo se ne occuparono da De Rovasenda a Molon, ma soprattutto Dal Masso che così commentava: “il Primitivo soffre il caldo ed è poco resistente alle lunghe siccità”. Le caratteristiche della vita fenologia del vitigno lo rendono resistente alle brinate, la fioritura è resistente agli attacchi delle malattie crittogramiche.

L’uso in purezza del vitigno non è stato immediato, il primo uso del “Primitivo” è stato infatti in combinazione con altri vitigni; nonostante ciò l’intervento avvenuto sulla coltivazione e sulla vinificazione (sancito dal disciplinare del 1974) ha mostrato come indirizzare la produzione verso la qualità possa portare alla creazione di esperienze di successo.

Degustazione

La qualità della materia prima si nota già alla prima olfazione, con un bouquet di aromi complesso: la nota di frutta rossa matura, ciliegia e prugna in primis, salta subito al naso. Segue nell’olfazione un’importante nota boisé, una nota fatta di tabacco e dall’importante tostatura che segnala una maturazione in botte molto curata. I sentori di vaniglia che vengono dal rovere compongono, poi, una nota speziata e dolce per nulla invasiva e anzi armoniosa con gli elementi aromatici più spigolosi, completando così un’esperienza olfattiva complessa che rende il vino adatto non solo alla degustazione con preparazione di carne elaborate ma anche alla degustazione in meditazione senza particolari accompagnamenti.

Il grado alcolico importante, pari al 15,5 %, rende conto della maturazione delle uve che per quanto raccolte prontamente (da qui il nome di Primitivo, infatti, come detto in precedenza) acquisiscono un’ importante concentrazione zuccherina, frutto del terroir. Al gusto il vino esprime un perfetto bilanciamento tra morbidezze e leggera acidità. Il finale persistente, rende il vino adatto alle preparazioni di carne complesse come ad esempio l’agnello con lampascioni e patate, eccellente ricetta tradizionale pugliese.

Un articolo di Vincenzo Parente

In conclusione, se cercate un vino che vi permetta di staccare dalla vita quotidiane e vi restituisca le sensazioni di una calda estate pugliese, stappate una bottiglia di Primitivo di Manduria DOP di Attanasio.

 

Associazione Sud Food

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