Pizzaut, la pizzeria gestita dai ragazzi autistici diventa itinerante

Pizzaut

L’inaugurazione avrebbe dovuto avere luogo lo scorso 2 aprile, in concomitanza con la Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo, ma l’emergenza Coronavirus ha fatto slittare il tutto a data da destinarsi, almeno per quello che riguarda l’inaugurazione vera e propria, perchè un’inaugurazione, anche se virtuale c’è stata. È il progetto “Pizzaut – Nutriamo l’inclusione”, progetto sociale e lavorativo che mira proprio all’inserimento lavorativo di ragazzi autistici. 

“Abbiamo deciso che non potevamo stare con le mani in mano – spiega a Fanpage.it Nico Acampora, papà di un ragazzino autistico e ideatore del progetto – e per questo abbiamo pensato di dotarci di un food truck”.

E così adesso, nei mesi che restano per attendere la nuova inaugurazione del loro locale, i ragazzi di Pizzaut sforneranno pizze a bordo del loro nuovo “PizzAutobus”. Appuntamento rimandato a settembre quindi, ma quella del 2 aprile è stata comunque un dare il via ad uno dei progetti più importanti dedicati ai ragazzi autistici e all’inserimento nel mondo del lavoro. 

Foto, tante foto di oltre tremila famiglie intente a preparare pizze, postate sui social, che hanno ottenuto oltre 1 milione di visualizzazioni. “Con i lavori nel locale di Cassina de’ Pecchi abbiamo avuto problemi importanti, perché la squadra di operai, che tra l’altro era bergamasca, ha dovuto smettere di lavorare, mentre lo studio di progettazione era di Codogno. L’inaugurazione non era possibile e in più al cantiere mancavano una decina di giorni di lavori” – Spiega Acampora.

I lavori al cantiere del nuovo ristorante sono ricominciati lo scorso 4 maggio, “ma abbiamo deciso di non aprire e rallentare la consegna perché non ce la sentivamo di aprire il ristorante con queste condizioni particolari”. La nuova data per l’inaugurazione potrebbe essere a settembre: “Valuteremo le condizioni epidemiologiche, se rimangono queste organizzeremo l’inaugurazione, che deve essere una festa, non possiamo aprire Pizzaut in sordina”.

L’idea di Pizzaut di ripartire col food truck

Rimandando l’apertura a settembre, abbiamo deciso che non potevamo stare con le mani in mano, soprattutto per i ragazzi. Matteo, il nostro pizzaiolo che io chiamo ‘il gigante buono’, mi ha detto: ‘Sono un pizzaiolo fallito, ho imparato a fare le pizze e non apriremo più il ristorante’. Il lockdown è stato molto duro, ci sono arrivate moltissime segnalazioni di famiglie in crisi perché non si facevano sentire i servizi sociali o perché erano chiuse le terapie e i centri diurni – spiega Acampora, che aggiunge – abbiamo pensato di dare uno stimolo anche di speranza ai nostri ragazzi”.

Tante le aziende che stanno aiutando i ragazzi di Pizzaut

A sostenere l’iniziativa, tante aziende che hanno aderito attraverso Fondazione Comunità Milano e  che hanno dato delle risorse per poter realizzare questo progetto, come la brianzola Steba e la Coop Lombardia che presto aprirà uno store ‘autismo-friendly’ a Monza, si è pensato a un food truck, un camioncino su modello di tanti altri che portano lo street food sulle strade del nostro Paese.

Tutto è stato studiato alla perfezione: “Abbiamo studiato come fare i movimenti con i ragazzi sul truck, come fare le pizze, abbiamo fatto dei disegni per terra su dove mettere i forni e poi abbiamo trovato questa azienda di Torino che l’ha realizzato per noi”.

L’iniziativa ha ottenuto un ottimo riscontro, Pizzaut è stato come sempre molto positivo: “Siamo stati chiamati da aziende per la pausa pranzo di mezzogiorno, da privati, da un condominio che ci ha chiesto di andare da loro. Un’azienda che mi ha chiamato mi ha detto che ci vogliono perché siamo l’esempio di un’impresa che sta dimostrando come ripartire, al di là dell’autismo”.

Tantissime le richieste arrivate, “Per il momento vorremmo rimanere tra Milano e la Brianza, anche se ci sono arrivate proposte da Bologna, da Mantova, perfino da Palermo. Durante il lockdown abbiamo parlato solo delle dimenticanze che ci sono state verso i ragazzi con autismo e disabili in generale – conclude Acampora -. Dare un segnale diverso di ripartenza con creatività ed entusiasmo sarebbe importante”.

Un progetto importante quello di Acampora che andrebbe ripreso anche in altre regioni. Se il settore del food può essere uno sbocco professionale per dei ragazzi speciali, allora è giusto che iniziative del genere vengano aiutate da Governo imprese e privati.

Nunzio Zeccato
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