Packaging per il food completamente riciclabile, la svolta si avrà entro il 2025

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La svolta green, quella vera, si avrà solo entro il 2025 (si spera), quando circa il 43% degli imballaggi per contenere il cibo saranno eco-friendly. La situazione attuale, vede la percentuale di prodotti alimentari con
packaging completamente riciclabile in vendita nella Gdo arrivare al 6,2%, mentre tre confezioni su quattro non riportano nemmeno indicazioni sulle modalità di smaltimento.

È la fotografia scattata dall’Osservatorio Immagino di GS1 Italy è decisamente preoccupante e si scontra con le proiezioni che il Food packaging forum ha stilato per gli anni a venire, delineando per il mercato globale delle confezioni “green” e rispettose dell’ambiente una crescita composita annua del 7,4% fino al 2025 e un giro d’affari che passerà dagli attuali 174,7 miliardi ai circa 250 previsti per l’appunto fra cinque anni.

Un trend di sviluppo importante, ma che non cancella ovviamente la criticità descritta dai numeri di cui sopra. Le aziende produttrici sono quindi chiamate a dimostrare concretamente maggiore sensibilità verso le tematiche ambientali, ricorrendo in modo più organico a packaging sostenibili.

Un recente sondaggio pubblicato da Environmental Leader, troverebbero tre consumatori su quattro disposti a pagare un sovrapprezzo per un prodotto dal packaging sostenibile. Nel frattempo, però, gli impatti sull’ambiente delle attuali carenze nell’uso di confezioni riciclabili sono enormi, basti pensare che il peso del packaging relativo agli acquisti di prodotti di largo consumo effettuati degli italiani nel 2019 sfiora le 3 milioni di tonnellate. E la maggior parte di queste sono destinate al macero.

Ma quali sono le aree merceologiche che comunicano maggiormente la riciclabilità dei packaging sulle etichette?

Secondo lo studio di Osservatorio Immagino di GS1 Italy, seguiti dal fresco ai primi posti possiamo trovare:

  • l’ortofrutta (43,7%);
  • il freddo (41,5%)
  • la drogheria alimentare (31,8%);
  • il cura casa (24,3%);
  • le carni (14,6%).

Le percentuali dei prodotti che indicano la possibilità di riciclo restano basse invece per quanto riguarda:

  • le bevande (14,6%);
  • il pet care (13,1%);
  • la cura persona (11,5%).

Per quanto riguarda invece i prodotti all’interno delle singole categorie merceologiche, l’acqua minerale trionfa con il 100%delle referenze dichiarate totalmente o largamente riciclabili sull’etichetta. Poco più in basso, con oltre il 90% delle referenze, abbiamo il cura casa, con prodotti per detergenza bucato e stoviglie, le bevande piatte e gassate, le carni e l’ortofrutta, mentre intorno all’80% ci sono i prodotti di drogheria alimentare, del fresco, del freddo e del petcare.

Fra i prodotti con il minor grado di riciclabilità del packaging ci sono:

  • i preparati e i piatti pronti (41,2%),
  • i prodotti da ricorrenza (30,7%)
  • i condimenti freschi (25,3%).

«Diventa sempre più importante comunicare al consumatore le informazioni sulla riciclabilità per favorirne la consapevolezza, aiutarlo nelle scelte d’acquisto e soprattutto nel corretto smaltimento del packaging di prodotto – ha spiegato Samanta Correale, Business intelligence senior manager GS1 Italy –. Affinché l’intero processo sia virtuoso, infatti, è necessario che arrivi fino in fondo».

Fonte Il Sole 24 Ore

Nunzio Zeccato
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