Il pizzaiolo Enzo Pellegrino: “Lavorare all’estero mi ha fortificato. Il mio ingrediente segreto è la felicità”

Clementina Paone

Enzo pellegrino
Enzo Pellegrino, 27 anni orgogliosamente ama definirsi “Pizzaiolo”. Nel suo lavoro predilige la tecnica di lievitazione di 24 ore. Inizia questa professione guidato principalmente dalla sua passione per la tradizione culinaria napoletana e per la pizza. “Mi piace quando la gente lascia il tavolo con un sorriso, perché nella mia pizza tra i vari ingredienti en aggiungo uno importante: LA FELICITÀ. Sono partito con la speranza di arrivare a Napoli e mettermi in gioco anche io” – racconta.

Quando Enzo Pellegrino inizia a muovere i primi passi in questo settore?

“I primi passi in questo lavoro lì ho mossi nella Repubblica di Malta. Mi sono rafforzato molto con gli anni e dedico tanto tempo ad analizzare i miei errori senza essere permaloso ma costruttivo. Ho, con piacere, incontrato numerosi pizzaioli che mi dicevano sempre: “La pizza è un prodotto artigianale più si sbaglia più si impara”. E ad oggi la penso anche io così, ed è il primo consiglio che dico agli aspiranti pizzaioli”.

A quali pizzaioli si ispira e quali prodotti utilizza per le sue pizze? 

“Mi sono sempre ispirato a Fabio Cristiano e Davide Cecora. Ad oggi sono portavoce di “Molini Pizzuti” i loro prodotti mi regalano sempre quel dettaglio che fa la differenza. E li consiglio”.

Qual è stata la sua più grande sfida?

“La mia più grande sfida l’ho vissuta poco fa, incrementando la produzione da 20 pizze al giorno a 100, mi ha dato tantissima soddisfazione e voglia di fare”.

Quale pizza consiglia?

“Consiglio sempre “La racchetta con provola melanzane a funghetto, polpettine e ricotta” perché è una bella esplosione di sapori tradizionali di Napoli”.

Come ha vissuto questo periodo di pandemia?

“Spero di riprendere a pieno regime il mio lavoro, mi sento carico e fiducioso. Questi momenti bui hanno fatto sì che apprezzassi ancora di più il tesoro che custodisco nel cuore, la passione. Ho dei progetti in programma che mi apriranno molte porte. Spero vivamente di riuscire a coronare il mio sogno, il più semplice di tutti: ”rivoglio la mia stabilità e voglio spendere il mio tempo in quello che più mi piace, il lavoro”. L’insegnamento che forse ci lascerà questo Coronavirus è che nulla ti appartiene realmente se non te stesso. Ora è tempo per i più giovani, rinnovare e rivisitare con la loro fantasia, la famosa pizza napoletana”. 

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