Il “Ministeriale” di Scaturchio: la storia del dolce nato come pegno d’amore, poi preferito anche dai Re

Nunzio Zeccato
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Ministeriale Scaturchio
Uno dei dolci più famosi di Scaturchio è il Ministeriale, delizioso medaglione di cioccolato fondente ripieno di una crema leggermente liquorosa, frutto di una ricetta segreta e gelosamente custodita. Si racconta che ad inventarlo, nel secolo scorso, fu Francesco Scaturchio.

Il medaglione, creato come pegno d’amore per una ballerina del “Cafè Chantant“, ebbe un successo tale che il suo inventore pensò bene di presentare il ritrovato alla mensa del Re. Fu una pratica lunga e sfiancante e solo dopo innumerevoli prove nei Ministeri incaricati di verificare la congruità della proposta, il medaglione potè raggiungere la “regale gola”. Da qui il suo nome.

La nascita del Ministeriale di Scaturchio

La cantante era entrata nella sala costumi del teatro e aveva cominciato ad aggiustare di persona il suo vestito di scena. Intanto, aveva avanzato all’impresario una richiesta tassativa e curiosa: «Questa sera voglio sui tavoli del pubblico 100 abat-jour blu». Quella sera al Salone Margherita, nei sotterranei della Galleria di Napoli, Anna Fugez, avrebbe incantato il suo pubblico con le note di: Abat-jour… che diffondi una luce blu”.

Quella sera, insieme ai tanti corteggiatori che si affollavano al suo camerino, per complimentarsi e strappare un invito, c’era anche Francesco Scaturchio, giovane proprietario di una Pasticceria di Via Toledo. Anna scelse lui per andarsi a sedere al Bar Gambrinus, lì vicino. A differenza dei notai, degli industriali, dei giudici che la corteggiavano, quel ragazzo non odorava di sigari, di stufati di carne, di fritto o di danari. Odorava di mandorle e questo le era piaciuto. Francesco era innamorato e Anna gli chiese un dono. Francesco pensò a lungo: non poteva darle un anello, come qualunque cicisbeo.

Inventò per lei un dolce. Fece preparare un grande cioccolatino, amarissimo fuori e con una crema inebriante e dolcissima dentro. Glielo portò dicendole che le assomigliava. «È difficile rompere la crosta delle tue difese», le disse, «ma che premio per chi conquista il tuo cuore!» Il dolce che si sarebbe dovuto chiamare Anna, non si chiamò così. La ditta volle presentarlo alla Casa Reale. E iniziò tutta una trafila fatta di consegne al Ministro di Bocca dei Savoia, al ministero dell’agricoltura, al ministero delle manifatture. Consegne e assaggi che non portavano mai il dolce al Re.

1920. Brevetto Ministeriale

Era diventato un affare “Ministeriale” e così nacque il nuovo nome. Alla fine il Re lo assaggiò e il titolo di fornitori di casa reale fu ottenuto e, sulla superfice del dolce, fu impressa la feluca dei ministri. Anna proseguì per la sua carriera e Francesco continuò a muoversi tra cioccolatini e paste di mandorle.

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