Francesco Scarano, ristoratore e direttore di teatro: “Servono aiuti concreti”

Francesco ScaranoL’ultimo DPCM di Conte ha scatenato molte polemiche. Tante le manifestazioni contro le misure di restrizione adottate dal Governo, soprattutto nei confronti del settore della Cultura e della ristorazione. Abbiamo intervistato Francesco Scarano ristoratore campano titolare della pizzeria Tarumbò situata all’interno del teatro di cui è direttore: il Teatro Lendi di Sant’Arpino – Caserta. Il DPCM colpisce quindi Francesco in entrambi i settori lavorativi che sono maggiormente al centro delle discussioni in questo momento in Italia.

Francesco parliamo della situazione ad oggi dopo il Dpcm.

“Antecedente al DPCM già da 10 giorni avevamo notato un calo, psicologicamente la gente è bloccata. Questo blocco avviene grazie a quello che viene detto alle persone in merito ai contagi. Hanno fatto capire alla gente che il problema è nei ristoranti, ma non è così. Non si possono terrorizzare le persone in questo modo mostrando le radiografie dei polmoni nelle dirette del nostro Governatore”.

Tu credi che ci sia stata una comunicazione sbagliata quindi?

“La gente è terrorizzata dai titoli di molti giornali. Le persone andavano messa in guardia in altri modi. Io ho apprezzato molto il messaggio alla nazione del Cancelliere tedesco Angela Merkel, che ha rassicurato i suoi cittadini senza intimorirli”.

Dove si è sbagliato secondo te?

“Sono mancati i controlli, fatte le norme andavano intensificati i controlli a tappeto. Non possono pagare tutti per l’incoscienza di qualcuno. Se un locale non rispetta le leggi vanno sanzionati quei locali ma non va fermato tutto il settore. Il locale che commette il reato andava chiuso, non tutti. Una multa andava fatta anche ai clienti che non hanno rispettato le regole. Noi imprenditori abbiamo rispettato le richieste di sanificazione, quelle relative alle distanze, la limitazione del numero dei posti a sedere ecc. Qualsiasi azione si stia prevedendo va gestita bene, perchè le persone vanno rispettate e le notizie vanno dette in maniera più leggera perchè non conosciamo lo stato d’animo e psicologico delle persone”.

In quale modo secondo te vanno comunicate decisioni di questo tipo?

“Il governatore è un dipendente dei cittadini, lui doveva rassicurare i suoi cittadini. Doveva chiedere al Governo prima un piano socio-economico e dire ai cittadini che aveva chiesto un piano di aiuti economici per un possibile lockdown. Vanno comunicati prima i presupposti per far vivere le persone e poi dirgli che c’è la possibilità di una chiusura totale”.

In merito agli aiuti economici cosa mi dici?

“Anche lì bisogna fare attenzione, i fondi vanno ripartiti bene”.

Nunzio Zeccato
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