Dopo 60 anni torna la coltivazione delle Arachidi in Campania

Arachidi

Dai primi anni 60 la coltivazione delle Arachidi è sparita dalla Campania. Dopo ben 60 anni grazie al progetto “Arachidi in Campania” la coltivazione delle Arachidi torna, in quella che fu una delle terre leader nel produzione del famosissimo frutto. Un’iniziativa pilota che vede come protagonisti il Dipartimento di Agraria della Federico II di Napoli, la Vincenzo Caputo srl di Somma Vesuviana, la Coldiretti Campania, la startup Farzati Tech e 4 aziende agricole sannite ed irpine. 

Da qualche giorno è partita la semina nel Sannio, in particolare nelle zone di Benevento ed Avellino. Un progetto che prevede attività sperimentali di innovazione varietale e di processo tecnologico per lo sviluppo di una filiera di produzione autoctona, dal seme al consumo. L’obiettivo è di immettere sul mercato un prodotto di assoluta sostenibilità, sia in guscio che tostato senza sale. Prevista anche la realizzazione di un packaging interamente riciclabile, 100% italiano e certificazione di tracciabilità foodpassport. 

Salvatore Loffreda, direttore di Coldiretti Campania afferma:

«Il progetto nasce dal costante lavoro di ricerca che la nostra organizzazione porta avanti per cogliere i fenomeni del mercato agroalimentare, puntando a rafforzare la resilienza delle aziende agricole in un momento storico di grandi cambiamenti. La prima semina servirà a testare la resa su terreni scelti per caratteristiche pedoclimatiche adatte all’arachide. Grazie al supporto scientifico dell’Università Federico II di Napoli sarà possibile dare la possibilità agli agricoltori di mettere a reddito una coltura molto richiesta, con marginalità interessanti, anche come valida alternativa a colture in crisi per cambiamenti delle abitudini dei consumatori. È un ritorno all’antico, ma con un approccio moderno, mettendo in piedi una filiera corta che vede insieme i produttori con le imprese del confezionamento e della distribuzione. Un rapporto chiaro e trasparente, come trasparente sarà il prodotto finito sugli scaffali, grazie alla tracciabilità di tutto il processo».

Una filiera totalmente italiana. Sono già diverse le società interessate alla distribuzione su tutto il territorio nazionale, anche attraverso le Gdo. La prima raccolta è prevista a settembre. Un modo anche per contrastare questo particolare periodo emergenziale legato al Covid-19, diversificando le colture. Del resto c’è un ritorno anche in Italia al consumo della frutta secca, soprattutto da parte degli sportivi, per l’alto contenuto di proteine. Non è una novità che la frutta secca sia utile anche per il cervello e la circolazione. Quelle provenienti dall’Egitto, invece, sono ricche di aflatossine, per questo già presenti nella black list di Coldiretti.

Sicuramente il ritorno della coltivazione delle Arachidi potrà favorire anche la produzione di Olio di Arachidi. La Campania già terra famosa per la produzione dell’Olio di Oliva. Un progetto che che può ampliarsi anche con la produzione del celebre burro di Arachidi, tanto amato in America.

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