La birra non va semplicemente bevuta ma va degustata. Ecco il perchè

degustare la Birra

Da Soft Drink a birra da degustazione

Fino a qualche anno fa, soprattutto a causa dell’influenza delle grandi industrie, la birra veniva considerata al pari di un Soft Drink, non una bevanda da degustare. Una bevanda dal carattere essenzialmente stagionale, ottima per combattere la sete soprattutto d’estate. Una bevanda da bere ghiacciata e senza prestare grande attenzione alla qualità del prodotto e dei suoi ingredienti.

L’industria era riuscita ad azzerare la grande storia di una delle bevande più antiche scoperte dall’uomo appiattendo la produzione e i consumi sullo stile Lager.

A partire dagli anni 60 negli Stati Uniti, e dal 1996 in Italia, inizia invece a farsi strada un modo nuovo di produrre la birra. Ciò grazie alla nascita dei primi produttori domestici, gli Homebrewers, e dei primi microbirrifici. Questo modo nuovo di produrre la birra puntava sull’utilizzo di materie prime di qualità e sulla riscoperta di birre non riconducubili solo allo stile Lager. Negli USA si puntò molto sulle caratteristiche aromatiche del luppolo cascade, con le sue note resinose ed agrumate. Tale luppolo fu l’artefice del grande successo dello stile IPA (Indian Pale Ale) che si diffuse rapidamente anche in Europa.

Tale rivoluzione ha reso possibile la riscoperta di molti stili di birra che con le loro caratteristiche sono in grado ora di soddisfare i gusti un pubblico di appassionati sempre più ampio. Puntando sulla varietà e sulla qualità degli ingredienti la birra ha ritrovato la sua dimensione di bevanda nobile. La birrà  cioè non è più solo una bevanda da bere per dissetarsi ma come il vino una bevanda “da degustazione”.

I motivi per degustare una birra sono tanti: apprezzarne al meglio le caratteristiche, valutarne abbinamento con il cibo, ma soprattutto poterla “raccontare”. Al contrario bevendo saremmo in grado solo di dire se la birra ci è piaciuta o meno, al massimo potremmo ricordarne il colore, molto riduttivo se pensate a quanto lavoro ci sia dietro una birra artigianale!

L’ambiente ideale

Ma per degustare al meglio avremmo bisogno di creare le condizioni migliori, innanzitutto evitando gli ambienti rumorosi e con odori molto forti.

Dovremmo inoltre cercare di evitare di:

  • assumere sostanze piccanti od irritanti prima della degustazione
  • essere raffreddati
  • aver fumato

Dovremmo invece:

  • usare il bicchiere adatto
  • servire correttamente la birra, sia come mescita che come temperatura

Se riusciamo a rispettare queste condizioni saremo nelle condizioni ideali per degustare…e per raccontare.

Degustazione ed analisi dei sensi

Le caratteristiche che andrebbero valutate sono soprattutto:

  • Il colore e la limpidezza
  • La consistenza della schiuma
  • L’intensità e le famiglie dei descrittori olfattivi (frutta, luppolo, spezie, ecc.)
  • L’intensità e il tipo delle sensazioni gustative (amaro, dolce, acido, ecc.)
  • Il grado di carbonatazione

Si evince quindi che degustare una birra (come qualsiasi altro prodotto) significa rispondere cioè ad una serie di quesiti. Infine se vogliamo avere una sorta di archivio personale sui prodotti degustati potremmo munirci di un quaderno di degustazione o anche un taccuino dove annotare tutte le nostre sensazioni.

Dal cinema…

E’ molto diverso vedere un film in una stanza con le luci accese e con rumori in sottofondo. Ancora peggio se nel frattempo dovesse squillare il cellulare. E’ invece molto meglio vedere un film al cinema. Lì vi sono tutte le caratteristiche per apprezzarlo al meglio. Audio e atmosfera sono al top. Nessuna possibilità di essere distratti. Il film potrà poi piacere o no ma saremmo stati nelle condizioni migliori per valutarlo. E per raccontarlo.

Continuando con il parallelismo con il cinema, soprattutto se il film ci è piaciuto saremo tentati dall’andare ad approfondire alcuni temi.

  • Chi era il regista?
  • Che generi ha affrontato?
  • Si avvale sempre degli stessi attori?
  • Racconta prevalentemente storie del suo territorio o basate sul suo vissuto?

…alla birra

Lo stesso accade per il mondo delle birre. L’aver degustato una birra ci può incuriosire su diversi aspetti.

  • Chi è il produttore?
  • Che stili di birra produce?
  • Il produttore racconta e rappresenta le sue origini attraverso ingredienti territoriali?
  • Usa i luppoli, e di che tipo?

Queste domande hanno maggiore valenza se riferite al mondo delle birre artigianali, sia italiane che estere. Probabilmente si sposano meno bene con il settore delle birre industriali. Ad esempio ad un tramonto in riva al mare si può associare tranquillamente una Corona bevuta dalla bottiglia! In questo caso si potrà raccontare l’esperienza complessiva più che la birra.

Riferendosi quindi alle birre artigianali tali domande, e le molte altre che ci verranno alla mente, ci porteranno a scoprire un vero e proprio microcosmo. Un  microcosmo fatto di esperienze, di storie, di rappresentazioni e realizzazioni produttive delle più svariate. Queste varietà di origini e di percorsi daranno luogo a prodotti molto diversi fra loro. Ma avranno un fattore in comune, la passione. Chi produce birra artigianale lo fa con passione. E mette un po’ di sé stesso nel suo prodotto.

Da tutto questo si evince che per gli appassionati di questo mondo è importante, anzi fondamentale, approcciarsi ad una birra nel migliore dei modi: non bevendola ma degustandola.

Solo così potremo apprezzare e scoprire quale messaggio il produttore ci vuole dare. Su quale materia, o materie prime, ha più focalizzato la sua birra. Se ha puntato ad esempio più sui malti o piuttosto sui luppoli. Se ha voluto una birra molto carbonata oppure molto alcolica.

Tramite la degustazione capiremo il produttore oltre che la birra.

E saremo in grado di dire a chi ce lo chiede non semplicemente se la birra era “buona”. Saremo in grado di raccontare la birra portando per mano chi ci ascolta dentro la nostra degustazione.

Ecco perchè degustiamo e non beviamo!

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Filippo Veglia
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