Cuochi campani che hanno conquistato il Nord e non solo, grazie alla loro cucina

Cuochi
Sopra Da sinistra: Vincenzo Guarino, Agostino Iacobucci, Antonino Cannavacciuolo, Andrea Aprea, Francesco Apreda, Ilario Vinciguerra, Rocco de Santis. In basso da sinistra: Emanuele Petrosino, Marco Ambrosino, Giuseppe Tarantino, Vincenzo e Antonio Lebano, Aldo Ritrovato, Cristoforo Trapani, Giuseppe Mancino

In un certo senso anche loro sono emigranti, e dietro la loro scelta c’è lo spirito di rivalsa. Il campano che va fuori casa, vuole mettere in atto quello che forse nella sua città  natale per svariati motivi non è riuscito a fare. La guida Michelin li ha ribattezzati “La Scuola Campana del nuovo Nord”. Sono i giovani cuochi che tra pentole e fornelli hanno conquistato strutture prestigiose in tutta Italia.

Attualmente si contano 12 stelle. Cuochi impegnati nel comparto della ristorazione di lusso. A muoverli è soprattutto la fame di riscatto, che crea un movimento imponente di giovani talenti della gastronomia, che molto spesso com’è da esempio Antonino Cannavacciuolo diventano delle vere e proprie star, con programmi Tv di successo, libri di ricette pubblicati dalle più importanti case editrici e richieste dalle agenzie pubblicitarie.

Operano nelle grandi strutture del Nord

Iniziamo con Francesco Apreda, napoletano in forze all’Idylio di Roma. Da giovanissimo lascia la sua casa natale, oggi è uno tra i più apprezzati chef. Andando in Toscana troviamo Giuseppe Mancino al Piccolo Principe di Viareggio e Cristoforo Trapani alla Magnolia di Forte dei Marmi. Mentre l’allievo di Gennaro Esposito, come il salernitano Rocco De Santis, è il neostellato del Santa Elisabetta di Firenze.

A Bologna c’è anche il napoletano Giuseppe Tarantino, chef dei Corbezzoli e prima ancora dell’hotel Carlton. Ma ci sono anche gli allievi di Nino Di Costanzo, come Emanuele Petrosino, alla guida del ristorante I Portici di Bologna, premiato l’anno scorso dalla Michelin quale miglior giovane chef italiano. Mentre il predecessore Agostino Iacobucci ha fondato l’omonimo ristorante a Villa Zarri, prontamente benedetto dalla Michelin.

Non va diversamente in Lombardia precisamente a Milano, dove hanno portato un po’ di Sud Andrea Aprea di Vun e i fratelli Vincenzo e Antonio Lebano del Gallia, Sul lago di Como, al ristorante l’Aria del Mandarin, officia Vincenzo Guarino, l’uomo delle stelle, ovunque si sposta, le porta con se. Aldo Ritrovato dell’IT e Marco Ambrosino di 28 Posti. Non sono lontani da Ilario Vinciguerra, attivo a Gallarate.

In Piemonte, c’è lo chef che ha fatto un po’ da apripista, Antonino Cannavacciuolo, con il suo ristorante Villa Crespi a Novara. Un esercito di cuochi che hanno conquistato popolarità grazie a doti e molto studio. Cuochi che ci rendono orgogliosi e che portano il nome e la tradizione della Campana in tutta Italia.

Nunzio Zeccato
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