Con il Covid aumenta l’acquisto di cibo salutare: ricchi di vitamine, ingredienti benefici e che sottolineano l’italianità e la tracciabilità

Cibo Salutare

Non rallentano le vendite di cibo salutare, alimenti che promettono di rafforzare le difese immunitarie, quelli ricchi di vitamine e ingredienti benefici, soprattutto quelli che sottolineano l’italianità e la tracciabilità delle materie prime e della filiera. Si tratta di caratteristiche che sono evidenziate sulle confezioni e che basano tutto sulla voglia di sicurezza e rassicurazione degli italiani spaesati dalla pandemia. Gli acquisti cambiano quindi in base alle etichette, e a questo punto a cambiare sono cambiano i consumi: è quello studia l’Osservatorio Immagino Gs1. 

Aumentano le vendite di cibo salutare 

Marco Cuppini, research and communication director GS1 Italy racconta a in Sole 24 Ore: «Riceviamo fisicamente i prodotti e registriamo tutto quello che c’è in etichetta per un database di 115mila prodotti che rappresentano l’82% di ciò che è venduto in iper e supermercati, pari a 37,6 miliardi di vendite. Ormai al valore della marca si aggiunge il valore dell’etichetta, che va ben oltre le informazione obbligatorie e affianca la promozione classica. È vero che la normativa ha agevolato alcune tendenze, ad esempio quelle legate alla provenienza degli ingredienti. Ma molte informazioni fornite esplorano nuove frontiere, come gli aspetti sociali, mettendo in evidenza collaborazioni con enti di ricerca e fondazioni, o quelli legati alla sostenibilità».

Un paniere con 950 prodotti alimentari (396 milioni di fatturato) che hanno evidenziato in etichetta almeno un claim collegabile all’emergenza sanitaria, come la capacità di rinforzare il sistema immunitario o la presenza di vitamine considerate benefiche: le vendite sono aumentate del 5,3% in dodici mesi, di cui però solo gli ultimi tre in emergenza Covid, per cui non è difficile prevedere come il vero boom potrebbe arrivare nel prossimo monitoraggio, considerando anche che nuovi prodotti (e etichette) avranno debuttato sul mercato. Interessante il confronto tra i medesimi alimenti con e senza “claim anti-covid”: ad esempio, latte e panna fresca sono cresciuti del 94% a fronte di un -2,1% complessivo, le vendite di yogurt del 6,8% contro +0,8%; le bevande +48% contro il -2,8% medio.

In aumento quelli che sottolineano l’italianità e la tracciabilità

A confermare il trend è anche il paniere del “rich in”, dove i prodotti arricchiti con proteine e omega3 sono cresciuti del 10%. Al contrario nei “free from” i nuovi ingredienti nel mirino sono i polifosfati, il latte e le uova; e il claim senza antibiotici è cresciuto di quasi il 52%. Tra gli altri trend non smette di crescere quello dell’italianità: ormai la mettono in evidenza 21mila prodotti per 8,2 miliardi di giro d’affari. Dop e 100% italiano sono i claim che vendono di più: rispettivamente +12,3 e + 9,4 per cento.

Cuppini inoltre sull’acquisto di cibo salutare aggiunge: «Il Covid ha cambiato molte abitudini nel fare la spesa sarà interessante studiarne gli sviluppi. Ad esempio il tempo passato nei supermercati si è quasi dimezzato, mentre è esploso l’e-commerce, un campo dove potrà crescere ancora molto la possibilità di scegliere secondo determinate caratteristiche, visto che basta un clic per visualizzare o scartare tutta una serie di prodotti».

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