Il Gambrinus, compie 160 anni. Massimiliano Rosati: “È un luogo magico che regala emozioni” 

Il Gambrinus, compie 160 anni.

Massimiliano Rosati: “È un luogo magico che regala emozioni”

Gambrinus

Tanti auguri al Gran Caffè Gambrinus, lo storico caffè partenopeo regno incontrastato della tradizione napoletana del Caffè e non solo, in attività dal 12 maggio 1860 festeggia oggi 160 anni. Una ricorrenza per lo storico salotto napoletano che avviene in un momento difficile del paese e con le attività ancora chiuse. Nonostante tutto, i 160 anni di attività, sono un traguardo che va festeggiato e per questo abbiamo intervistato l’imprenditore Massimiliano Rosati,  che insieme ad Arturo e Antonio Sergio sono i titolari del Gambrinus.

In 160 anni di storia cosa non è cambiato al Gran Caffè Gambrinus?
“La magia che questo luogo offre a chi varca la porta d’ingresso. Il Gambrinus è un luogo magico, ed è sempre stato così dall’inizio. È il luogo dove si crea la vita dove si crea la storia. La storia del Gran Caffè Gambrinus inizia con l’Unità di Italia quando, nel 1860, al piano terra del palazzo della Foresteria, oggi sede della Prefettura, viene aperto il “Gran Caffè” che diventa in breve tempo il salotto di Napoli”.

“Nel 1885 il Gran Caffè sembra essere sul punto di chiudere, ma di lì a poco le sue sale sarebbero state aperte ai napoletani e ai viaggiatori. Nel 1890, Mariano Vacca, prende in fitto i locali e ne affida la ristrutturazione all’architetto Antonio Curri. Grazie alla perizia di più di quaranta tra artigiani e artisti, il Caffè diventa uno scrigno prezioso. Il locale viene ribattezzato “Gran Caffè Gambrinus”, in nome del leggendario re delle Fiandre inventore della birra. Il Gambrinus ha vissuto la storia della Napoli post borbonica. Ha vissuto il periodo fascista, il colera e oggi vive questa pandemia del Coronavirus”.

Dopo quella del 1938 questa è la seconda volta nella storia che il Gambrinus è chiuso.
“Sì, sono due momenti storici diversi. La chiusura del 1938 per volere del prefetto Marziale che ne ordinò la chiusura perché considerato luogo antifascista. Agli inizi degli anni ’70 Michele Sergio dà inizio alla battaglia per recuperare i locali. Grazie al lavoro minuzioso di restauro degli antichi stucchi e di recupero dei pregevoli affreschi, il Gran Caffè Gambrinus rinasce a nuovo splendore. Oggi vive una seconda chiusura dovuta alla pandemia del Coronavirus, speriamo che sia l’ultima”. 

Avete scelto di restare comunque chiusi, perchè questa scelta nonostante la possibilità del delivery?
“Noi abbiamo già lo shop online attraverso il nostro sito web, un progetto pensato e concepito per il lungo raggio, le nostre pastiere arrivano in tutt’Italia ed in tutto il mondo. Non è stato pensato per un’utenza cittadina. Ci abbiamo provato ma il riscontro non è stato quello delle aspettative. Il delivery comunque è uno shop online. Alla ripresa partiremo sicuramente con un delivery cittadino”.

Da imprenditore quale futuro vede per le attività napoletane e non solo?
“Nel futuro ci sarà una maggiore concentrazione di investimenti sul turismo a Napoli, si era capito il trend già prima dell’emergenza. Sono tanti B&B e i ristoranti che sono nati negli ultimi anni. Il 2020 sicuramente è saltato per quello che concerne il turismo”.

La storia del Gambrinus sicuramente è una garanzia per la riapertura, cosa invece pensa delle attività che non hanno alle spalle una storia come la vostra e che quindi si troveranno forse ad avere maggiori difficoltà?
“Sicuramente noi abbiamo una storia alle spalle, chi non ha la tradizione ha sicuramente l’innovazione e deve puntare su quello. Nella nostra zona hanno aperto dei nuovi locali che prima di questa emergenza erano in fase di ristrutturazione e questo è un buon segnale”. 

Gli ospiti illustri

Da sempre ritrovo di capi di stato e teste coronate, storica la visita dell’Imperatrice d’Austria Sissi, il Gambrinus negli anni è stato un Caffè letterario e luogo di ispirazione di artisti e intellettuali del calibro di Oscar Wilde, Gabriele D’Annunzio, Ernest Hemingway, Benedetto Croce, Matilde Serao e Edoardo Scarfoglio, Filippo Tommaso Marinetti, Roberto Bracco, Salvatore di Giacomo e Ferdinando Russo, Alberto Savinio, Jean-Paul Sartre. Il Gambrinus è da sempre il Caffè frequentato dai Presidenti della Repubblica Italiana in visita a Napoli e fa parte dell’Associazione Locali Storici d’Italia.

Per ora gli auguri saranno solo in maniera virtuale, attraverso un video con i contributi di artisti, scrittori, imprenditori, giornalisti, sportivi, politici legati al Gambrinus, che sarà pubblicato sui social network, visto che il locale è chiuso al pubblico per le norme di contenimento del Coronavirus.

Nunzio Zeccato
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