Campania: 10 vini low cost

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CAMPANIA:
BUONI ED ECONOMICI

10 vini da non perdere tra 5 e 10 euro

Chi lo dice che il solo prezzo è sinonimo di qualità? Chi lo dice che bisogna spendere un patrimonio per avere una bottiglia di vino soddisfacente? Certo, sotto la soglia dei 5 euro per bottiglia, entriamo decisamente in una terreno poco entusiasmante! Infatti solo considerando i costi che una bottiglia di vino imbottigliato prevede (vetro, etichetta, sughero,ecc.) e senza nominare i costi accessori (marketing, logistica, ecc.) possoniamo da soli immaginare cosa essa possa contenere: sicuramente un vino non di qualità eccelse. A mio avviso in quel caso è sicuramente meglio comprare vino sfuso: almeno quello che pagate sarà tutto vino!

Comunque non disperate perchè anche nei vini “entry level” non mancano i buoni risultati.  Per voi ecco la lista di 10 vini Campani che non superano i 10 euro e che non dovete assolutamente perdere.

Contrada Salandra Falanghina dei Campi Flegrei DOC 2016
I vini delle api” sono solo due, così chiamati perché Alessandra e Fortunato hanno anche un’apicoltura e producono diverse varietà di miele. Sulle loro etichette troverete un’immagine di una ape in scala 1:1 che li contraddistingue. Soltanto 4 ha vitati, piede franco, lavorazione attenta e meticolosa. Paglierino scarico, limpido. Note di fiori gialli, camomilla e ginestra. Mineralità tipica dei campi flegrei in bocca, grande freschezza e sapido nel finale.
Falanghina 100% – Alcol 13% – Orata in crosta di patate

Agnanum Piedirosso Campi Flegrei DOC 2016
Per ‘e Palumm’ prodotto a ridosso della riserva naturale degli Astroni che arrichiscono i vini di aromi e profumi molto particolari. Raffaele Moccia, il proprietario, è conosciuto come l’uomo dalle sette zappe vista la sua grande abilità nella lavorazione a mano del vigneto. Al naso spiccate note di violetta e amarena, al gusto frutti rossi ed eleganti note minerali, tannini delicati e finale persistente.
100% Piedirosso – Alcol 12,5% – Coniglio alla cacciatora

Apicella Tramonti Bianco Costa d’Amalfi DOC 2016
Capitignano, frazione di Tramonti, zona montana della costiera amalfitana. Giuseppe e Prisco Apicella, rospettivamente padre e figlio amano la loro terra ed il rispetto del territorio, e lo dimostrano i loro vini, prodotti il più vicino possibile alla tradizione: solo vitigni autoctoni, allevamento a pergola, spesso non filtrati. Paglierino carico, al naso pera e miele d’acacia. In bocca leggermente sapido, spiccata freschezza e buona morbidezza.
Falanghina 60%, Biancolella 40% – Alcol 12% – Spaghetti alle vongole e telline.

Cautiero Fiano “Erba Bianca” IGP 2016
Fulvio ed Imma fondano l’azienda nel 2002 a Frasso Telesino, appena dentro il parco regionale Taburno-Camposauro. Terreni non facili da domare vista la natura argillosa che li rende aridi in estate e fangosi d’inverno. Soltanto 4 ha di vigneto per un grande esempio di azienda vitivinicola a condizione familiare. Vini non filtrati, lieviti indigeni, biologici certificati. Paglierino-oro con leggere velature. Nocciola, pera e miele di millefiori invadono il naso di primo impatto, una leggera nota minerale li accompagna. In bocca sapido, finale lungo di frutta gialla, buona alcolicità.
Fiano 100% – Alcol 13% – Spaghetti alla Nerano.

Di Meo “Isso” Aglianico IGT 2016
Salza Irpina è dove ogni anno si tiene la festa della Madonna delle Grazie, oltre a quella delle castagne e del fungo porcino. I fratelli Meo è li che vivono, e Roberto si occupa della conduzione agronomica ed enologica. “Isso” è un Aglianico di pronta beva, non impegnativo. Il suo colore rosso rubino lascia intendere subito frutta rossa e marasca, buona freschezza e media struttura. Affinamento in botte per 6 mesi, 12 in bottiglia.
Aglianico 100% – Alcol 12% – Straccetti di pollo al curry

Tommasone Biancolella Ischia DOC 2016
Antonio e sua figlia Lucia ritornano sull’isola alla fine degli anni ‘90 per ripercorrere le orme di Tommasone. Nel 2000 ristrutturano la cantina ed i vigneti, nel 2005 la loro prima produzione di vino, ma la svolta nel 2009 grazie a Lucia, che prende in mano la conduzione enologica dell’azienda. Il loro biancolella è strutturato, alcolico, dal colore giallo quasi dorato. Aromi di pesca ed agrumi, grande freschezza e sapidità: insomma l’isola in un sorso.
Biancolella 100% – Alcol 13% – Risotto agli scampi con profumo di arancia

Scalvia Montecardillo IGT 2012
Sclavia è il nome dato al territorio nel VI secolo dai Longobardi che occuparono la Campania, qui Andrea Granito, osteopata nel 2003 acquista dei terreni e nel corso degli anni assieme ad altri soci crea un azienda a cavallo tra tradizione e modernità. Agricoltura biologica, vitigni autoctoni, lieviti indigeni non selezionati.Montecardillo è il nome del loro palagrello nero in purezza: rosso rubino con riflessi violacei, profumi di sottobosco e frutti rossi maturi; trama tannica piacevole, beva piacevole e succosa.
Palagrello nero 100% – Alcol 13% – Agnello alla brace

Telaro Bariletta IGT 2016
I fratelli Telaro nel 1987 costituiscono la cooperativa “Lavoro e Salute” alle pendici del vulcano spento di Roccamonfina. L’idea era il deisderio di un ambiente ed un alimentazione sana, ed una vita salubre sia per il consumatore che per coloro che lavorano nei campi. Il loro Bariletta, un vitigno autoctono risalente all’epoca dei romani. Rosso rubino carico, rilascia note marcate di amarena, fichi e ciliege. Il gusto è piacevole, rotondo e corposo con tannini ben marcati.
Bariletta 100% – Alcol 14% – Pecorino Stagionato

Villa Dora Vesuvio Rosso DOC 2016
Vincenzo Ambrosio con i suoi figli portano avanti la tradizione a Terzigno, e la loro produzione non si limita soltanto ai vini, ma anche ad un olio EVO di qualità. Il suolo è ricco di cenere e lapilli ed il sistema di allevamento utilizzato è la pergola vesuviana. Il loro Vesuvio Rosso esprime nel bicchiere tutta la freschezza dei frutti rossi e dei petali di rosa, rispecchiando il suo colore rubino dai riflessi violacei. Struttura media, buon equilibrio tra freschezza e morbidezza.
Piedirosso 80%, Aglianico 20% – Alcol 12,5% – Zuppa di Cozze

Colle di San Domenico Greco 2013 IGT
Chiusano di San Domenico, Avellino. La famiglia Violano conduce questa giovane azienda vitivinicola con un occhio attento alla tradizione, ma senza rinunciare alle strumentazioni moderne che rendono i vini degni di questa zona. Il Greco in questione nonostante il prezzo irrisorio (circa 5 euro), soprende per il suo buon euilibrio; giallo dorato, con profumi di albicocca e pera, lascia in bocca una spiccata mineralità e gusto sapido.
Greco 100% – Alcol 12,5% – Frittura di Calamari

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