Arista al miele, arance e nocciole

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Arista al miele, arance e nocciole

Innamorarsi a tavola

Come dice il nostro motto citando il Principe della risata: “per noi il cibo è una cosa seria…mangiamo da professionisti!”. Oggi una ricetta un po’ più elaborata, dal gusto esotico e molto particolare, se eseguita con cura. Il pezzo di carne di maiale che useremo è comunemente chiamato arista: in pratica è la parte dorsale che contiene anche la lombata arrivando fino al capocollo: essendo una parte molto estesa la modalità di mondatura e rifilatura sono molto importanti per un buon risultato della nostra ricetta. Per i più esperti potete prepararla in casa  scalzando le costole (almeno 6-7)  e rilegando una sezione di lombo privata del filetto. Informatevi sempre sulla provenienza degli animali…preferite allevamenti provenienti dalla vostra regione, basta un po’ di ricerca a volte e possiamo scoprire allevatori veramente in gamba che allevano razze di qualità e lo fanno con criteri ben precisi.

Ingredienti:

Arista di maiale

Cipolle rosse

Arance

Nocciole

Miele di millefiori

Timo, Alloro, Salvia

Olio EVO

Burro chiarificato

Sale

Procedimento:

In una pentola di ghisa o di ferro (noi abbiamo utilizzato la classica lionese) fare appassire le cipolle tagliare molto sottili assieme all’olio EVO e una noce di burro chiarificato (che non brucia). Quando saranno quasi appassite fare rosolare la carne da tutti i suoi lati dandogli un bel colorito bruno; sfumare con del vino rosso (se liquoroso ancora meglio) e lasciare evaporare. Agguingere un paio di cucchiai di miele e il succo di due arance, continuare a rosolare per qualche minuto. Tostare le nocciole a parte e tritare finemente la buccia di un’arancia. In una pirofila adagiare le cipolle, le nocciole, la scorza di arancia ed al centro sistemare l’arista. Infornare per 200° per circa un’ora. A cottura ultimata togliere dal forno e coprire per 10 minuti circa, affinchè la carne si rilassi e diventi tenera e succulenta. Tagliare a fette e servire.

Abbinamento:

Un omaggio all’Abruzzo con il suo Montepulciano DOC è dovuto (da non confondere con il Montepulciano Toscano da uve Sangiovese). Rubino impenetrabile con sentori di amarene, cannella e chiodi di garofano. Al gusto ricordi di miele ed un finale piacevolmente ammandorlato. In pratica sembra fatto apposta per questa imperdibile ricetta. Salute!

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